Internet, l’ultima dipendenza dei giovani

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Facebook, Twitter e chi più ne ha più ne metta. Le chat sono divenute il nuovo metodo dei giovani per dialogare. Le webcams sono lo strumento attraverso il quale incontrarsi e il pc è divenuto il miglior amico di ogni teenagers. L’asocialità provocata da un uso spasmodico di internet può davvero compromettere le future capacità relazionali del ragazzo. Sempre più studi acclarano il fatto che Internet è l’ultima forma di dipendenza giovanile, una forma talvolta più perfida perché spesso ignorata o non considerata dal nucleo familiare un indice di rischio depressione.

Purtroppo, invece, studi recenti e non (ci riferiamo a studi prodotti lo scorso anno in Cina) hanno riscontrato una forte correlazione tra un uso elevato e problematico del pc e la depressione. Stare troppe ore davanti al monitor inibisce il ragazzo ad uscire e frequentare coetanei e così le sue relazioni si limitano a brevi commenti su Facebook o a chat di corteggiamento ad una ragazza carina su Twitter. I teenagers stanno perdendo la gioia della socializzazione vis à vis perché credono sia molto più facile e comodo conoscersi a distanza, protetti dall’impenetrabilità di un monitor.

Uno studio pubblicato dal Journal of Clinical Psychiatry ha affermato che tra i ragazzi tra i 14 ed i 18 anni ben il 4% non ha un rapporto sereno con la navigazione sul web, arrivando ad avvertirne dipendenza e a provare aggressività in mancanza della connessione. Un dato sicuramente allarmante. Lo studio è made in Usa, ma siamo certi che tale stile di vita è generalizzato tra i teenagers di tutto il mondo. A 3.500 studenti di colleges in Connecticut è stato distrbuito un questionario per comprendere meglio il loro rapporto con la tecnologia e con Internet. Dai dati rilevati è emerso che moltissimi giovani saltano la scuola per navigare su Internet oppure riescono a calmare stati ansiosi solo accendendo un computer.

Cosa possiamo fare per ovviare a questo problematica situazione? Sicuramente prestare maggiore attenzione alle abitudini dei nostri figli ed abituarli, sin da piccolissimi, a seguire delle regole nell’uso del pc che, fino ai 15 anni, dovrebbe essere limitato a poche ore al giorno, anche per non detrarre troppo tempo allo studio.