Niente scuola con i bermuda!

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Minitop, gonne invisibili, tacchi vertiginosi, oppure, ancora, maglie scollatissime o jeans con perizoma in vista. Quante volte abbiamo visto studenti aggirarsi così per i corridoi di qualche istituto italiano! Se ci sono andati e sono stati fatti entrare, evidentemente gli è stato consentito e il tutto è passato inosservato.

Forse ciò che è accaduto a Trieste, qualche giorno fa, è stata solo la punizione esemplare per un fenomeno che si ripete da troppo tempo e, come spesso accade, a rimetterci sono stati ragazzini non poi vestiti in modo maggiormente indecoroso in confronto ad altri! Trenta ragazzi dell’istituto Tommaso di Savoia, di Trieste, hanno ricevuto un altolà quando hanno tentato di varcare la porta dell’istituto, di prima mattina, indossando dei bermuda. Il Preside non ha concesso loro di entrare!

Colpa loro, asserisce il Preside perché non hanno rispettato la nuova normativa scolastica che, in vista della bella stagione, invitava gli studenti, appunto, ad indossare abiti adeguati alle circostanze scolastiche. Niente abiti scollati, quindi, spalle al vento, infradito e bermuda, alla fine i meno peggio!

Ciò che mi ha sorpreso è stata però la reazione dei ragazzi! Anni fa, saremmo tutti corsi a casa a piangere da mamma, ma adesso, si fa spalluccia e, voltando le spalle all’istituto, si pensa bene di avvertire la polizia! Eh, sì! E le forze dell’ordine sono intervenute, ma sono riuscite solo a contrattare un compromesso. Il Preside ha minacciato: Bene, volete entrate in bermuda, fate pure, ma i vostri nomi saranno aggiunti ad una specie di lista nera, posseduta dal bidello.

Visto che con il 5 in condotta, secondo la nuova normativa scolastica, si boccia, il nome affisso sulla lista nera potrebbe costare davvero caro! Chi avrà il coraggio di presentarsi ancora coi bermuda? E poi, ci chiediamo: fino a quel momento nessun’altro si era vestito in modo più indecoroso? Commentate!