Per il Censis i giovani italiani sono in via di estinzione

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I giovani italiani sono in via di estinzione.” Questa l’amara prospettiva presentata dal direttore del Censis Giuseppe Roma che, in occasione dell’audizione della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera, ha dichiarato quanto segue: “Negli ultimi dieci anni, dal 2000 al 2010, abbiamo perso più di due milioni di cittadini di età compresa tra i 15 e i 34 anni.” E la notizia peggiora se si tiene in considerazione quanto osservato dai dati statistici della ricerca, ovvero che tra vent’anni la percentuale givovanile italiana sarà largamente minore, in particolare rispetto a quella di anzianità. Una visione tutt’altro che piacevole ma le cui motivazioni, sinceramente, non sono da ricercare poi così lontano.

E’ inevitabile infatti associare la diminuzione della popolazione giovanile al fatto che in Italia di lavoro ce ne sia ben poco, e parliamo di lavoro sicuro, con un contratto serio che possa permettere di creare delle basi per una vita futura dignitosa ed accettabile. In Italia il tasso di disoccupazione presenta dei dati piuttosto allarmanti ed è inutile ricordare che per i giovani la situazione peggiora più o meno quotidianamente. Di conseguenza a noi giovani come potrebbe mai venire in mente di fare un figlio e portare a termine una gravidanza con la coscienza serena e tranquilla? E lo stesso pensiero si associa ai dati emersi dalla ricerca del Censis, secondo cui in Italia si toccherebbe il record di inattività, con il 28% della popolazione totalmente esclusa dal mondo del lavoro e dalle sue possibilità. Voi vi ci vedete a sfornare pargoletti senza un soldo e con l’idea di dovervi appoggiare costantemente a genitori e parenti? Di certo la prospettiva non è delle migliori.

Ma un pizzico di ottimismo non è da escludere, perché i giovani italiani superstiti, indipendentemente dai dati statistici che ci propinano, devono farsi forza di questi stessi dati per riuscire a invalidarli e tentare di riprendere in mano il loro futuro e quello delle prossime generazioni. Uniti possiamo cambiare le cose, e non prendetela come una delle classiche frasi militanti contro il sistema. Il sistema oggi siamo noi, i giovani italiani e del mondo intero, pronti a concretizzare i nostri sogni e a non farci deviare dalla difficile situazione economica in cui riversa il nostro Paese. Io credo che sia possibile e voi?