Pierdavide Carone News: un addio rispettoso a Lucio Dalla!

SANREMO: 62^ FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA

Si erano incontrati per condivisione d’intenti e a metà strada sul lungo percorso del talento. Lui, Pierdavide Carone, un giovane cantautore di grandi speranze, uscito dall’Accademia televisiva di Maria De Filippi. L’altro, Lucio Dalla, il signore della canzone italiana, libero nello spirito e nell’anima. Dal loro incontro era scaturita un’opera amara, eccezionale, complessa e poetica, la realistica Nanì. Pierdavide urlava il dolore di una dispensatrice d’amore, solo per mestiere, mentre Dalla conduceva i giochi con l’orchestra e ribadiva il nome di quella donna disperata d’amore, col suo controcanto ruggente e sincero.

Avevano fatto poca strada assieme, Pierdavide e Lucio, uno all’inizio della sua carriera e l’altro sempre entusiasta di ogni nuovo lavoro, anche dopo anni di grande musica. Dalla non sapeva che quella sul palco dell’Ariston sarebbe stata la sua ultima apparizione, il suo ultimo dono al sacro fuoco dell’arte prima che una delle fiamme più prolifiche della canzone italiana si spegnesse per sempre.

Il 1° marzo 2012, a soli 3 giorni dal quel 4 marzo che è diventato il titolo d’esordio di un artista devoto all’arte, Dalla si è spento improvvisamente. Nessuno se l’aspettava. Neanche Pierdavide che ha saputo cogliere il mistero della morte e rispettarlo, raccogliendosi in un profondo silenzio, rotto solo da una breve poesia sulla sua pagina ufficiale. Sì, proprio una poesia, come quella Nanì che per molti meritava il podio, per la lucidità, l’originalità e la bellezza. Un pensiero per riflettere su dove ora quel piccolo uomo dalla grande voce possa trovarsi, immerso forse in qualche nuovo progetto, in qualche nuova fatica artistica, tra i coristi eccelsi del Paradiso:

Sono convinto che ora ci sta guardando e si diverte da morire assieme agli altri coinquilini del Paradiso, sicuramente ci starà sfottendo per le reazioni di ognuno di noi, ha passato una vita intera ad osservare le reazioni della gente alle cose della vita (belle e meno belle), la sua musica è testimone di ciò che scrivo… Della sua famiglia non anagrafica io ero l’ultimo nascituro e della sua arte ne rappresento il canto del cigno, e la consapevolezza che deriva da questo smuove in me le emozioni più agli antipodi che si possa immaginare… Mi gratifica ma al contempo mi fa sentire così solo oggi… Quanto e’ speciale un uomo che a 68 anni si mette a servizio di un giovane? Non sempre dietro un grande artista si cela un grande essere umano, questo è quello che dissi quando fui ospite del suo concerto a Bologna, l’ho ridetto durante il festival e lo ridico ancora più forte oggi, perché è quello che mi ha lasciato Lucio Dalla e se potrò rivivere metà della sua grandezza allora anch’io riuscirò ad essere una persona migliore. Arrivederci Lucio.

A volte il destino è davvero brutale. Ci fa incontrare un amico, un maestro, un mentore, qualcuno che possa indicarci la strada con uno sguardo e poi all’improvviso ce lo strappa via, lasciandoci annegare in un dolore fatto di ricordi e di note dolenti, consapevoli di dover calcare quella strada da soli. E siamo certi che Pierdavide troverà la forza di rendere orgoglioso il suo maestro, anche da lassù!