Si può parlare di lieto fine per la conclusione dei Promessi Sposi?

promessi sposi

I Promessi Sposi sono il primo romanzo storico della modernità, pubblicato nel 1840 da Alessandro Manzoni. Il romanzo pone per la prima volta gli strati sociali più umili al centro della vicenda e mescola sapientemente il reale e l’ideale all’interno della storia, ponendo le basi per i romanzi realistici di fine ‘800. La fabula si svolge nel ‘600, durante l’occupazione spagnola del Regno Lombardo-Veneto. Gli eventi reali di quegli anni prendono in esame la situazione di oppressione nella quale viveva il popolo, sotto l’egidia degli oppressori stranieri.

Il finale del romanzo a molti critici è apparso come un idillio, ossia una situazione serena che ripropone in modo immutato le condizioni iniziali dei protagonisti. Questa interpretazione potrebbe essere coerente con l’dea religiosa sottesa al romanzo, ossia il ruolo egemone di una Provvidenza che tutto vede e tutto sa, ma i cui progetti sono in fondo realmente inconoscibili al popolo.

A ben vedere, però, il matrimonio finale di Renzo e Lucia non è la conclusione significativa del romanzo e in ogni caso non si arriva certo al lieto evento in maniera semplice. Il vero epilogo è il momento in cui, dopo le numerose disavventure, Renzo e Lucia danno un giudizio su ciò che hanno appreso. Renzo ha appreso cose materiali (non mischiarsi nei tumulti etc..); Lucia, invece, sembra incarnare la vera voce della Provvidenza, poichè dà una visione più profonda dei fatti: i guai lei non se li è andata a cercare… Ha capito “che  quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende  utili per una vita migliore.” Questo è il vero insegnamento del romanzo: l’uomo non conosce le fila della Provvidenza, ma anche quando tutto sembra perduto, la fiducia in Dio può consentire di trovare la forza per andare avanti.

Insomma, una conclusione che celebra il proposito dell’autore di aver “l’utile per iscopo”, ossia di voler educare il popolo a dei valori morali e, nel caso di Manzoni, religiosi.